18.02.25 diario 1w
A Dakar verso novembre installano, soprattutto nel centro città, le luminarie per capodanno. Poi, invariabilmente, dove sono restano almeno fino alla stagione delle piogge, quando la metropoli si innonda e le bombe d’acqua spazzano via tutto quello che non è più che ben cementato.
Ad essere sinceri negli ultimi tempi va detto che a Dakar, a causa del disastro climatico che avanza (nonostante i pareri assolutamente scientifici e opposti di esperti tipo Trump e Musk) crollano miseramente (purtroppo) anche interi palazzoni in cemento armato.
Oggi insieme a Seydou abbiamo attraversato Avenue de la Republique 15 volte. La mattina 6 volte per andare in diversi negozi di ottica sparsi tra il centro e Medina. Nel pomeriggio abbiamo girato in tondo per tutti i mercati, da Sandaga a Marche Kermel, attraverso Rue Ponty e tutte le infinite varianti e sensi unici possibili passando sempre da Avenue de la Republique. Non abbiamo comprato nulla ma in compenso siamo pieni zeppi di preventivi, da sterilizzatrice per dispositivi sanitari a pallottolieri, da occhiali da vista a zanzariere impregnate per la nostra campagna di prevenzione alla malaria ecc.
In tutti questi circuiti ci siamo passati sempre davanti fino a quando alla sedicesima volta mi sono fermato e ho scattato la foto alla luminaria del presepe davanti alla cattedrale di Dakar.
E’ il 18 febbraio. Per me fino a metà settembre regge.
Saranno contenti e rincuorati tutti quelli in panico per l’attacco contro i veri valori della tradizione occidentale europea.
Dakar, al 95% a maggioranza mussulmana, è con voi.