22.03.25 diario v3

Sei un hostess di terra (quella che controlla i biglietti all’imbarco) e magari sognavi di fare altro. E’ sabato primo pomeriggio a Linate, fuori piove. Stai imbarcando un volo diretto a Madrid. Qualcuno ti comunica che l’aereo ha raggiunto il limite per imbarcare i bagagli a mano. Assumi un’aria inflessibile e ti tocca rispondere ad un signore vestito come un ventenne disagiato che chiede se per favore può imbarcare il bagaglio a mano nonostante il sacro limite raggiunto.

Il diversamente ventenne insiste un po’. Blatera che a Madrid ha una coincidenza di meno di 40 minuti e che è impossibile che il bagaglio a mano lo raggiunga a Dakar la sera stessa. 

Tutte cazzate, pensi. E inflessibile ripeti che il bagaglio non entra in aereo. Verrà imbarcato e arriverà sano e salvo a Dakar. Il “giovane fake” tenta ancora e tu allora lo geli dicendo “ per cominciare non mi dare del tu, non sono mica sua sorella”.

A quel punto l’ossessionato del bagaglio perde la gentilezza e la pazienza e invita l’hostess ad andare a cercare le regole del galateo dalle parti di “fanculo”.

Finisce qui. Anzi no. Un addetto ai bagagli interviene a difesa dell’hostess: “ma non le sembra maleducato rivolgersi così ad una donna”. Ha ragione. Quindi il signore invita anche l’addetto a raggiungere l’hostess proprio nello stesso posto. Così la parità di genere è salva. 

Dentro l’aereo le cappelliere sono vuote a metà. 

Il signore vestito da giovane arriva a Dakar. 

Il bagaglio a mano no.

Ho appena vinto 3/4 giorni di caccia ad un ridicolo bagaglio a mano (in un viaggio di 8 giorni) a Dakar.

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